Lampedusa, il ponte tra Europa e Africa

 

....l’isola è il podio da cui la sinfonia dei venti si dirige....Dalle migrazioni preistoriche ai giorni nostri, la terra dell’isola è come ogni altra terra

Idee progettuali, contesto ed obiettivi

L’Associazione CTA è nata negli anni ’60, prima come servizio sociale costituito dalle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) per dare risposte concrete alla nascente domanda di turismo da parte dei lavoratori, per favorire nuova socialità e crescita umana e culturale. Negli anni ‘90 diviene vera e propria associazione che vuole fare del turismo, uno strumento di promozione ed inclusione sociale. L’impegno di CTA negli anni è stato riconosciuto e oggi ha portato all’assegnazione del Premio Europeo di Eccellenza per il Turismo Accessibile, che sarà consegnato il 15 gennaio 2013 a Roma. Tra le caratteristiche che la contraddistinguono, oltre la sua vocazione c’è anche:

- la diffusione sul territorio, in quanto l’Associazione conta 109 ,tra sedi regionali, provinciali e unità di base, 35.000 iscritti, 170 operatori e volontari;
- l’essere parte di un sistema più grande, come quello delle ACLI, che dà la possibilità di sviluppare collaborazioni ed interazioni con altri soggetti del sistema, come IPSIA, l’ONG che si occupa di cooperazione allo sviluppo.

Su che cosa il CTA pone l’accento? Sul turismo responsabile, cioè un turismo in cui il viaggiare è etico e consapevole; va incontro ai luoghi ed alle persone con rispetto e disponibilità. È un viaggiare che si fa portatore dei principi di equità, sostenibilità e tolleranza. In questa dimensione, il turista è consapevole di se e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal semplice atto dell’acquistare un biglietto, un souvenir o una stanza in cui dormire. Il turista “responsabile” sceglie la propria vacanza con un obiettivo ben specifico, che non è solo quello del viaggiare, ma del viaggiare con una chiara cognizione di se nei luoghi che va a visitare e nelle relazioni che va ad instaurare, anche se temporanee. Pertanto il valore fondamentale del turismo responsabile è la modalità culturale ed emotiva nel gestire il confronto con le persone, le culture ed i luoghi del posto.

PERCHE’ LAMPEDUSA?

Secondo dati che si riferiscono all’agosto del 2013 diffusi dal Ministero dell’Interno, dal 1° luglio al 10 agosto 2013 sono sbarcati in Italia 8932 migranti, circa 1/3 di quanti ne sono sbarcati dal 1° agosto 2012 al 10 agosto 2013. Molti di questi sono approdati a Lampedusa, altri sono annegati intorno alle acque che la circondano. Ormai Lampedusa è sempre più famosa per le tragedie che l’accompagnano, e sempre troppo poco ricordata per la terra di accoglienza che è. Quando l’emergenza è passata, si spengono i riflettori e cosa resta di quei numeri? Di quegli sbarchi? Di quella popolazione che si trova ad affrontare la quotidianità? Ma Lampedusa non è solo “emergenza”; Lampedusa è anche “normalità”. Quindi, quale miglior modo per Lampedusa di riappropriarsi della propria normalità se non attraverso la presenza di turisti interessati, non tanto ai fatti di cronaca legati agli sbarchi e ai centri di accoglienza, quando ai luoghi ed alle esperienze ricche di umanità che l’Isola può offrire? Oppure attraverso l’avvio di progetti di cooperazione sul tema migrazione che portino alla luce il fenomeno in ogni sua sfaccettatura? Elementi questi che grazie all’esperienza del CTA e delle ACLI in generale possono essere tenuti assieme e possono dare origine ad un modello di intervento replicabile, grazie anche alla base associativa che le compongono.

COSA SI PUO’ FARE?

L’idea di base è quella di costruire una proposta di progetto articolata in 3 fasi, cioè turismo responsabile, il turismo di cooperazione ed un intervento di cooperazione, con l’obiettivo di arrivare a sperimentare un percorso che possa costituire un piccolo contributo al rilancio di uno o più territori lampedusani, attraverso la valorizzazione dei luoghi, delle comunità e delle esperienze umanitarie vissute negli ultimi anni dagli abitanti dell’isola. Grazie alla rete del CTA e del sistema ACLI, questo tipo di intervento potrà essere veicolato in diversi territori italiani, con il risultato di diffondere un approccio uniforme alla valorizzazione dei luoghi visitati, facendosi anche promotori di quei territori.

In questo senso la proposta progettuale si muove in due direzioni:

1. Da una parte contribuire al rilancio della “normalità”, attraverso un turismo responsabile e sostenibile, ovvero consapevole, ragionato, che tenga insieme la dimensione classica del “viaggiare” con una dimensione del conoscere e del rispetto ambientale e dei luoghi. Quindi, tornare a parlare di “commercializzazione” di Lampedusa, nell’accezione più positiva del termine, ossia favorire il rafforzamento di un marchio “Made in Italy” per la promozione turistica responsabile e di cooperazione di Lampedusa;

2. Dall’altra si vuole promuovere Lampedusa come territorio di “accoglienza” (non senza difficoltà), attraverso la visita di e l’eventuale collaborazione con realtà associative locali, con gruppi di volontariato, con tutti quei soggetti che ogni giorno si occupano di accoglienza, attraverso la promozione di progetti di “cooperazione”.

Le attività potrebbero essere così suddivise:

• Un primo filone riguarderebbe le azioni più specifiche di turismo responsabile, cioè un vero e proprio percorso turistico che promuove il territorio e torna a riconsiderare l’Isola quale patrimonio turistico che è. I viaggiatori diventano quindi testimoni di comunità, possono conoscere il territorio e godere delle bellezze e le unicità locali che esso offre. Il cuore dell'esperienza è rappresentato dall'incontro e dalla conoscenza: incontro con la popolazione locale; conoscenza reale del posto, nella sua complessità, con i suoi problemi e le speranze della gente. Ma tutto ciò rimane comunque e sempre una vacanza: non si trascurano le spiagge, i parchi naturali, la storia e l'architettura, le feste e il cibo, insomma tutto ciò che Lampedusa può offrire.